QUANDO LA LIBERTA' E' ALTROVE
Quando la libertà è altrove è un ciclo di iniziative svoltesi a Torino e in Piemonte tra l'ottobre e il novembre del 2007. L'obiettivo condiviso è stato quello di porre al centro della discussione pubblica gli elementi, oggi vitali, delle grandi tradizioni di pensiero italiane ed europee che hanno contribuito alla formazione degli ideali, delle categorie culturali, del lessico sui quali si regge la dialettica pluralistica delle società democratiche. Il tema comune dei diversi momenti in cui si è articolato il progetto culturale riguardano la riflessione, a tutto campo, sugli esili, sia dal punto di vista storico-politico che culturale. Più di trenta eventi hanno quindi contrassegnato l'intero ciclo









Esilio

Libertà

Dialogo pubblico

Democrazia



Quale significato hanno oggi per noi i nomi di Antonio Gramsci, Piero Gobetti, Gaetano Salvemini, di Carlo e Nello Rosselli, dei quali è caduto tra il 2006 e il 2007 l'anniversario della scomparsa?

Quale contributo questi uomini di pensiero e d'azione hanno dato alla formazione del nostro lessico civile e costituzionale?

E quali analogie ci sono tra la loro esperienza di oppositori del regime ­ segnata dal carcere , dal confino e dall' esilio – e quella di coloro che ancora resistono, o fuggono, in molti luoghi del mondo, per difendere le proprie o le altrui libertà ?

È nata da queste domande l'idea di promuovere in Piemonte e in particolare a Torino, luogo d'incontro delle culture politiche democratiche , un ciclo unitario di iniziative, svoltosi tra l'ottobre e il novembre del 2007, che ha avuto come riferimento il percorso biografico e intellettuale di Gramsci, Gobetti, Salvemini e dei fratelli Rosselli. Ma che ha esplorato anche i volti odierni dell'esilio e dell'opposizione ai regimi illiberali, con le testimonianze di scrittori e studiosi del dissenso.

Quando la libertà è altrove è nata da una scommessa consapevole di quattro istituti culturali della città di Torino : quella di dar vita, insieme, a un'iniziativa aperta, plurale anche nelle forme, non celebrativa, rivolta ai cittadini e ai giovani , con numerosi momenti rivolti alle scuole . Nella convinzione che il dialogo pubblico sul comune passato sia una risorsa della democrazia e un'opportunità per interpretare il mondo in cui viviamo.

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